SCIARE CON YUKIUMI HOUSE A HOKKAIDO
Hokkaido non ha bisogno che tu lo spieghi.
Si capisce quando sei dentro.
La neve cade regolarmente, senza rumore.
Il bosco rimane chiuso, denso, senza offrire linee evidenti.
E lo sci inizia molto prima di indossare gli sci.
Questo è un giorno di ULLER che scia a Hokkaido, organizzato insieme a Yukiumi House.
Una giornata senza fretta, senza epica forzata e senza bisogno di dimostrare nulla.
Solo sci, neve e decisioni ben prese.
DOMANI: OSSERVARE PRIMA DI MUOVERSI
La giornata inizia lentamente.
A Hokkaido non si entra nel bosco con fretta.
Si osserva.
Si legge l'ambiente.
La neve è profonda, secca, costante.
Quel tipo di neve che non perdona l'errore, ma premia la finezza.
Qui non ci sono grandi spazi aperti né riferimenti chiari da lontano.
Tutto accade tra gli alberi.
Ogni curva conta.
Ogni metro richiede attenzione.
Dalle prime discese è chiaro che a Hokkaido non si scia contro la montagna.
Si scia con essa.

META MATTINA: SCIARE FINO, NON FORTE
Man mano che il corpo entra nel ritmo, lo sci cambia.
Le curve si accorciano.
Le ricezioni si ammorbidiscono.
Il margine di errore è piccolo e obbliga a essere presenti.
Non c'è spazio per l'eccesso.
Non c'è posto per la fretta.
La neve profonda non richiede velocità.
Richiede equilibrio, lettura e rispetto.
Qui lo sci diventa silenzioso.
Più intimo.
Più preciso.
MEZZOGIORNO: FERMARSI È ANCHE SCIARE
Una delle cose che definisce lo sci a Hokkaido è la naturalezza con cui ci si ferma.
Non si parla di perdere tempo.
Non si corre per risalire.
Si riposa.
Si commenta ciò che ha funzionato.
Si adattano le decisioni senza drammatizzare.
È uno sci condiviso, molto di gruppo.
Se qualcuno non vede chiaro, si cambia il piano.
Se appare la stanchezza, si ascolta.
La foresta giapponese non lascia molto spazio all’ego.
E questo ordina tutto.
POMERIGGIO: RIPETERE PER CAPIRE
Nel pomeriggio, le zone si ripetono.
La stessa foresta.
Le stesse entrate.
Le stesse referenze.
Ed è allora che lo sci inizia davvero a perfezionarsi.
Ripetere qui non significa fare più della stessa cosa.
Significa capire meglio.
Riconoscere come si muove la neve.
Sapere dove si accumula più polvere.
Rilevare quando è il momento giusto per fermarsi prima di perdere chiarezza.
A Hokkaido, ripetere significa approfondire.

IL FREDDO COME PARTE DEL RITMO
Il freddo è presente tutto il giorno.
Non colpisce.
Accompagna.
Costringe a muoversi con calma, a chiudere bene ogni strato, a valutare ogni pausa.
Quando ti fermi, il corpo impiega tempo a riscaldarsi e questo rallenta tutto.
Non ci sono gesti rapidi.
Non ci sono movimenti inutili.
Qui il freddo non è un nemico.
Fa parte del ritmo naturale della giornata.
FINE DELLA GIORNATA: MENO RUMORE, PIÙ CHIAREZZA
La giornata finisce senza celebrazioni esagerate.
C'è stanchezza.
C'è un silenzio confortevole.
C'è una sensazione chiara di aver fatto la cosa giusta.
Non è stata una giornata per cercare la discesa perfetta.
È stata una giornata per sciare bene.
Per ricordare che non tutto si misura in intensità.
Non si tratta sempre di arrivare più lontano.
Sapere fermarsi fa parte anche dello sci.
TORNARE CON QUALCOSA DI PIÙ CHIARO
Una giornata di ULLER sciando a Hokkaido non lascia grandi storie epiche.
Non lascia record.
Non lascia titoli.
Lascia qualcosa di più duraturo.
Più pazienza.
Più criterio.
Più rispetto per l’ambiente e per il gruppo.
E la sensazione che, quando lo sci si intende così,
tutto si incastra un po’ meglio.
— ULLER
HOKKAIDO: PERCHÉ QUI C’È LA MIGLIORE NEVE DEL MONDO
Parlare di Hokkaido significa parlare di neve allo stato puro.
Non è una questione di marketing né di mito.
È una combinazione molto specifica di geografia, clima e costanza.
Hokkaido è l’isola più a nord del Giappone, esposta completamente a masse d’aria fredda che arrivano direttamente dalla Siberia.
Quell’aria, carica di umidità dopo aver attraversato il Mar del Giappone, scarica neve in modo quasi continuo quando incontra le montagne dell’interno.
Il risultato è una neve eccezionalmente secca, leggera e profonda.
Una neve che non ha bisogno di grandi tempeste per accumulare metri.
Cade poco a poco, giorno dopo giorno, mantenendo una qualità costante per tutta la stagione.
A differenza di altre destinazioni, qui la neve non dipende da un grande episodio puntuale.
Dipende dalla regolarità.
Questo cambia completamente il modo di sciare.
La neve di Hokkaido permette di galleggiare senza velocità.
Perdona appoggi morbidi.
Invita a sciare con precisione in spazi chiusi.
Per questo i boschi sono protagonisti.
La visibilità è solitamente migliore tra gli alberi che nelle zone aperte.
E la qualità della polvere si mantiene anche giorni dopo la nevicata.
Ma forse la cosa più importante non è solo la neve.
È la cultura che la circonda.
A Hokkaido, la neve non è un evento straordinario.
Fa parte della vita quotidiana.
E questo genera un rapporto molto più tranquillo e rispettoso con la montagna.
Non c'è urgenza di approfittare di tutto.
Non c'è ansia di arrivare prima.
La neve continuerà a cadere domani.
Per questo molti considerano Hokkaido non solo il luogo con la migliore neve del mondo,
ma uno dei pochi posti dove lo sci recupera la sua forma più essenziale.
Meno rumore.
Più costanza.
E una qualità che non ha bisogno di dimostrazione.